martedì 19 giugno 2018

La biblioteca di Ankh- Morpork #34

Buongiorno e bentornati alla rubrica che mostra i (troppi) acquisti librosi. 
Guerre atomiche al tempo degli Dei, Zecharia Sitchin: io sono una grande appassionata dei libri di Sitchin, ma questo mi mancava. Rimediato subito.
Ossessione color cremisi, Simona Lubicich: questo l'ho ricevuto da Siannalyn, che si accorgerà di quanto indietro sono con le foto. Ops, colpa mia!XD Vi consiglio anche di andare a leggere la sua recensione che trovate qui.
Mrs. Poe di Lynn Cullen: mi sono autoregalata questo romanzo per il mio compleanno, e copertina e sottocopertina sono una meraviglia. Tra l'altro, l'ho sempre visto sui 2 euro su amazon, se siete interessate.
A head full of ghosts, Paul Tremblay: letto e recensito(non mi è piaciuto), ma presto la recensione completa apparirà come per magia sul blog. Se riesco a ricordare di programmarla insomma.
Geist,  Philippa Ballantine: ho vinto una gift card su Amazon.com, con cui pensavo di prendere degli ebook. Poi ho scoperto che non potevo, così ho presto Geist. Praticamente ho pagato solo la spedizione che era poi la cifra della gift card. Adoro la copertina alla follia.

The yard, Alex Grecian: compro qualsiasi libro ambientato nell'epoca o che parli di Jack Lo Squartatore.
Maplecroft, Cherie Prest: ho intenzione di leggerlo questo mese, complice la visione su Netflix della serie tv The Lizzie Borden Chronicles con Christina Ricci.
The perilous journey of the much too spontaneus girl, Leigh Statham: ecco cosa succede quando le case editrici non stampano il numero di volume di una serie sulla copertina. Finisce che compri il secondo numero di una serie senza avere il primo. Ma la copertina è deliziosamente steampunk. 

Ne avete già letto qualcuno? Qual è la vostra copertina preferita?

lunedì 11 giugno 2018

Recensione: Bring Me Their Hearts, di Sara Wolf

Titolo: Bring Me Their Hearts
Autore: Sara Wolf
Editore: Entangled Teen
Pagine: 400
Genere: YA, Fantasy, Paranormal
Consigliato:

Trama:

Zera is a Heartless – the immortal, unageing soldier of a witch. Bound to the witch Nightsinger ever since she saved her from the bandits who murdered her family, Zera longs for freedom from the woods they hide in. With her heart in a jar under Nightsinger’s control, she serves the witch unquestioningly.
Until Nightsinger asks Zera for a Prince’s heart in exchange for her own, with one addendum; if she’s discovered infiltrating the court, Nightsinger will destroy her heart rather than see her tortured by the witch-hating nobles.
Crown Prince Lucien d’Malvane hates the royal court as much as it loves him – every tutor too afraid to correct him and every girl jockeying for a place at his darkly handsome side. No one can challenge him – until the arrival of Lady Zera. She’s inelegant, smart-mouthed, carefree, and out for his blood. The Prince’s honor has him quickly aiming for her throat.
So begins a game of cat and mouse between a girl with nothing to lose and a boy who has it all.
Winner takes the loser’s heart.
Literally.

Recensione:

 “What’s worse, Reginall - To be a monster, or to make monsters?"

Bring me their hearts è uno dei migliori YA fantasy che abbia mai letto, di sicuro uno dei migliori libri letti quest’anno.
La copertina è fantastica, così come la storia.
Zera è una Heartless, un soldato di una strega a cui è stato sottratto il cuore, che ora custodisce la strega in un barattolo. Ubbidisce ai suoi ordini, e non può morire, finchè la strega la guarisce, ma non puoi mai allontanarsi troppo dal luogo in cui è custodito il suo cuore.
Un giorno le viene affidato un incarico: dovrà prendere il cuore del principe Lucien, erede al trono, e trasformarlo in Heartless. In questo modo le streghe avranno un ostaggio nella guerra che sembra profilarsi all’orizzonte.
Se riesce nell’impresa, Zera riavrà indietro il suo cuore, i suoi ricordi e la sua vita umana, insieme a quelli degli altri due Heartless della strega.
La storia dei cuori rubati della strega ricorda quelli della Regina cattiva di Once upon a time, ma credetemi, le similitudini finiscono qui.
La vicenda di Zera è molto tormentata, tuttavia riesce a essere molto divertente: lei è una protagonista che soffre ed ha sofferto moltissimo, eppure è molto sarcastica e molto intelligente. Aspettatevi sempre qualche battuta ogni volta che apre bocca.
Eppure i suoi tormenti sono molto umani, nonostante lei non lo sia: è tormentata dal suo passato sanguinoso; rimpiange la sua vita umana; anela ad un contatto umano benevolo sapendo bene che chi sa che cosa è lei la teme e la tiene a distanza.


“There are two things men will always believe about a woman: that she’s stupid, and that she’s weak. Today, as every day, I am neither of these things.”


E’ indecisa tra il fare quello che vuole, cioè riavere il suo cuore, e quello che è giusto. E’ giusto condannare un altro essere, il principe in questo caso, alla sua stessa sfortunata sorte?
Ho amato lo stile dell’autrice fin dal principio: riesce a descrivere bene i sentimenti di Zera e nel contempo farci osservare il mondo intorno a lei, che ha riempito di invenzioni e storia di quel mondo, di pratiche religiose e usanze della corte.
I personaggi di contorno sono molto variegati, e molti sono femminili, ma il mio preferito non è il principe, ma la sua guardia del corpo, Malachite. Non è umano, è super divertente ed estremamente intelligente. Prende in giro il principe un sacco di volte. Lo adoro.
Insomma, ho finito Bring me their hearts e adesso, cosa che non mi succede praticamente mai, voglio disperatamente il seguito, perché vi avviso, ahimè finisce con un cliffhanger.


Sembra sarà una trilogia. 

Voto:


venerdì 1 giugno 2018

Book Of The Month: maggio 2018

Buongiorno a tutti e benvenuti a questo nuovo post del meglio e del peggio delle letture del mese passato. Book of the month è una rubrica ideata dai blog Ombre Angeliche e Il Portale Segreto, nata per fare un bilancio mensile delle nostre letture.




Ecco le mie letture del mese, per leggere le recensioni cliccate sul titolo: 

1) Dragonship - J. P. Ashman

2) Promessi Vampiri - Beth Fantaskey

3) A Head full of ghosts - Paul Tremblay

4) A matter of scale - Jonathon Burgess

5) L'alienista - Caleb Carr

6) Mother's Misfortune - Cordelia Castel

7) Perdersi - Lisa Genova

8) Gone Girl, L'amore bugiardo - Gillian Flynn


Miglior libro del mese:

Come potete vedere, ho letto un po' di meno a maggio, perchè l'inizio del mese è stato frenetico per vari motivi personali. Quasi tutte le letture in lingue riguardano short story o novelle, niente di così brutto o così bello, a parte L'amore Bugiardo/Gone Girl che mi è piaciuto da matti.

 

Peggior libro del mese:

 A dire il vero, anche A Head full of Ghosts si meriterebbe questo posto, perchè non fa per niente paura. Ma la più grande delusione dell'anno, anche intesa come serie tv è L'Alienista. Ho abbandonato la serie al secondo episodio, e il libro è noioso. Ma c'è Luke Evans in copertina!

 

Cover del mese:

Questa short story fantasy è piuttosto originale, ma non mi ha convinto del tutto. Invece adoro la copertina, che mi ricorda il videogioco Odin Sphere!

Com'è andato il vostro mese di letture? Migliore del mio?

giovedì 10 maggio 2018

Recensione: Ci vogliono le palle per essere una donna, Caitlin Moran

Titolo: Ci vogliono le palle per essere una donna
Autore: Caitlin Moran
Titolo originale: How to be a Woman
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 322
Consigliato: no

Trama:


A tredici anni, Caitlin Moran è una ragazzina cicciottella, senza amici, perennemente presa in giro dai maschi. E il giorno del suo compleanno, tra una torta/baguette con il Philadelphia e una "lista delle cose da fare prima dei diciotto anni", ecco che la assale il dubbio da un milione di sterline: ma come si fa a diventare una donna?
Oltre vent'anni dopo, ripercorrendo le esperienze che l'hanno aiutata a crescere, Caitlin prova a rispondere a quell'interrogativo. Partendo da un dato di fatto: non c'è mai stato un momento migliore nella storia per essere una donna. C'è il diritto di voto, la pillola anticoncezionale, e bruciare le streghe sul rogo è ormai decisamente poco glamour.
Ma allora: abbiamo ancora bisogno del femminismo, oggi? Sì, se il femminismo non è quello delle accademie e dei talk-show in seconda serata. Sì, se il femminismo non si occupa solo di cose (importanti, per carità) come la disparità di retribuzione, la circoncisione femminile nel Terzo Mondo, la violenza domestica, ma anche di problemi più banali e quotidiani come la masturbazione, la depilazione, le micro-mutandine, l'irresistibile attrazione per il cioccolato, le borsette da mille euro e le tette rifatte. Sì, perché ogni donna non può che essere femminista, e perché il femminismo secondo Caitlin è decisamente divertente.


Recensione:

 Questo libro per me è un grandissimo NO.
Innanzitutto, come dicono molte altre recensioni su GR, non è un manifesto femminista, bensì un libro di memorie (poche) della Moran. Nonché, almeno fino a metà, un manifesto porno.

E' scritto e strutturato male, almeno nella prima metà, poi inspiegabilmente migliora di poco, non arrivando comunque a meritarsi più di una stella.
Ho iniziato a leggerlo, convinta che facesse ridere un sacco e che fosse femminista, così nella mia mente mi vedevo già a consigliarlo alle donne che conosco, nonché a prestarlo a mia madre per esempio. 


Per carità, non potrei mai, visto che per il 60% si compone di filippiche sulla pornografia e qualsiasi argomento viene paragonato- o viene associato - a qualcosa di sessuale.
Puoi anche chiedermi se sono femminista senza dirmi che devo infilarmi una mano nelle mutande per vedere cosa c’è lì sotto. Ci vivo da trent’anni, so già cosa ci trovo, grazie mille.

Vogliamo poi parlare delle parti che dovrebbero essere divertenti, o in cui qualsiasi donna ci si dovrebbe rispecchiare? Roba vecchissima che sappiamo tutti, tipo che le scarpe da matrimonio sono scomode e ci tagliano i piedi.
Che scoperta, come se non lo sapessimo già.
Trovo che sia un libro adatto poi ad un pubblico prevalentemente inglese, perché vengono citati moltissimi personaggi dello spettacolo e della televisione che sinceramente io non ho mai sentito.
Insomma, se io scrivessi un libro del genere e parlassi di Barbara d’urso o Gerry scotti, chi al di fuori dell’italia li conosce? Come faccio a capire le battute quindi?
Forse a questo punto sarebbe stato meglio non tradurlo.
Ora voglio aprire un capitolo sulle boiate, perché in altro modo non so come chiamarle, che compaiono ogni tanto nel libro: quella che mi è rimasta più impressa è quella secondo cui, a trenta e passa anni iniziano a morire i genitori dei tuoi amici e quindi partecipi ai funerali, ma che fortunata, a lei non è mai capitato nulla del genere. Vi scrivo l’intero paragrafo perché lo trovo stupido ed irrispettoso.


“Arrivano i primi segni della caducità della vita; i genitori degli amici si ammalano e iniziano a morire. Si susseguono funerali e commemorazioni in cui consolo gli amici con parole sagge, mentre in segreto mi rallegro pensando che la morte è ancora a una generazione di distanza. Un suicidio, un ictus, un cancro: per ora sono tutte cose che capitano agli adulti della generazione che mi precede.”




Quindi, a trentacinque anni non ti sono morti neanche i nonni? O non li consideri? Il suicidio e il cancro sono solo una roba da anziani?? Quindi tutti i giovani che si tolgono la vita cosa sono? Ma notate l’ignoranza di questo pensiero? Come hanno potuto pubblicare una cosa del genere?
Non parliamo poi dell’argomento paradiso di cui parla qualche pagina dopo. In poche parole dice che chi crede nell’aldilà non è interessato alle cose che fa ogni giorno perché tanto anche se commette errori può rimediare in paradiso.
In paradiso?? E l’inferno a cosa serve allora? Oppure è un errore di traduzione? Oppure ancora si riferisce solo ai reati minori, quindi se sfascio auto o spaccio droga poi tanto rimedierò in paradiso?
Sinceramente, mi pento amaramente di aver comprato questo libro, per di più a prezzo pieno in libreria.

Voto:



mercoledì 2 maggio 2018

Book Of The Month: Aprile 2018

Buongiorno a tutti e benvenuti a questo nuovo post del meglio e del peggio delle letture del mese passato. Book of the month è una rubrica ideata dai blog Ombre Angeliche e Il Portale Segreto, nata per fare un bilancio mensile delle nostre letture.




Ecco le mie letture del mese, per leggere le recensioni cliccate sul titolo: 

1) Mr. Confidence - Rahiem Brooks

2) Full Circle - Regina Timothy

3) Child Of Nod - C.W. Snyder (abbandonato)

4) The Twistrose key - Tone Almhjell

5) Truthstone - Mike Shelton

6) Liberty Divided - Alicia Dean

7) Karencaffè - Nicole Milton

8) Ci vogliono le palle per essere una donna - Caitlin Moran

9) The Ugly princess - Henderson Smith

10) Lo sguardo oltre l'orizzonte - Alessandro Perissinotto

Miglior libro del mese:




 Scusate la grafica, ma non riuscivo a metterli uno vicino all'altro.

Comunque, è successo l'impensabile: ben 3 libri questo mese hanno meritato 5 stelle! The Ugly princess, solito titolo sconosciuto, è uno dei più bei libri che abbia mai letto. La protagonista è incredibile, la recensione arriva presto.

The Twistrose key è immerso in un mondo magico e spettacolare. Non sono riuscita a resistere e ho comprato subito l'altro libro della stessa autrice, Thornghost.

Truthstone invece mi è stato inviato per un blog tour e si è rivelato essere un ottimo fantasy che mi ha catturato fin da subito.


Peggior libro del mese:

Ci vogliono le palle per essere una donna si merita una stellina, ed è già troppo per me. Brutto, scritto male e con cose assurde.
Karencaffè si merita anche lui questo posto, ma non è brutto, è solo totalmente insignificante. Ma almeno è corto, quindi il supplizio finisce presto.
Altra questione invece per Mr.Confidence, che mi è stato inviato dalla casa editrice ed è un pessimo libro sulle donne. Davvero brutto, la censura ne vieterebbe il 98%.


E voi, come sono andate le vostre letture questo mese?


giovedì 26 aprile 2018

Recensione: The chess queen enigma, Colleen Gleason

Titolo: The chess queen enigma (Stoker and Holmes #3)
Autore: Colleen Gleason
Pagine: 360
Editore: Chronicle Books
Genere: steampunk, Ya
Consigliato:

Trama:

Evaline Stoker and Mina Holmes never meant to get into the family business. But when you're the sister of Bram and the niece of Sherlock, vampire hunting and mystery solving are in your blood, so to speak.
In this third installment of the Stoker and Holmes series, Evaline Stoker and Mina Holmes have reluctantly agreed to act as social chaperones and undercover bodyguards for Princess Lurelia of Betrovia, who has arrived in London to deliver a letter that details the secret location of an ancient chess queen that's been missing for centuries. But when the letter which will heal a centuries-old rift between England and the Betrovians is stolen out from under Evaline and Mina's watchful eyes, the two girls are forced into a high-stakes race to ensure they find the chess queen before anyone else does.

Recensione:

 

"The problem was, he could never understand a person like me. Vampire hunters didn't marry. 
And for a moment, I regretted that reality. I regretted the fact that I had no chance of ever being a normal woman with a normal life. I realized at that moment I could never let a man truly get to know me. 
I would always be alone." 

Terzo capitolo della saga di Stoker e Holmes, questa serie diventa sempre più bella con ogni numero che passa.
La adoro. Ha tutto quello che cerco in un libro o in una serie: elementi steampunk spiegati per bene, con un perché il mondo sia così; protagoniste toste ma con i loro difetti che si compensano a vicenda; un cattivo che non si fa catturare facilmente; richiami ad altre serie; romance appena accennato, e di sicuro non il tema centrale su cui gira tutto.
In questo volume Evaline e Mina devono ritrovare la regina, il pezzo degli scacchi che proviene da Betrovia, una nazione che una volta era alleata dell’Inghilterra. 

Il pezzo si dice sia il primo realizzato in cui compaia la regina, e potrebbe sbloccare un tesoro nascosto nella scacchiera.
Ma nel frattempo dovranno fare da balia alla principessa Lurelia di Betrovia, in visita a Londra.
Se mi dovessero chiedere chi preferisco tra le due protagoniste, probabilmente direi Evaline, mi piace la sua irruenza, il suo gusto nel vestire, ma in questo volume mi sono sentita a tratti anche affine a Mina, nonostante a volte si comporti un po’ troppo come il suo famoso zio, e quindi non si possa dire che sia la campionessa di simpatia. Ma se Mr. Holmes ha Watson al suo fianco, Mina ha Evaline, e Dylan e l’ispettore Grayling.

Trovo che l’inserimento di Dylan, un ragazzo proveniente dal 2016, sia stata una mossa geniale per riuscire a inserire dei riferimenti moderni nella Londra strampunk del 1889. In fondo si è rivelato di grandissimo aiuto.
Quello che adoro soprattutto dell’autrice è il riuscire a mischiare sapientemente le scene di azione, come la caccia ai vampiri, con scene più romantiche, con scene di introspezione dei personaggi, sempre con una leggera vena umoristica. Si legge che è un piacere, e si viene davvero coinvolti dalla storia.
Il finale è la parte più appassionante della storia, in particolare proprio l’ultimo capitolo che è quello di Miss Stoker. Non vedo l’ora di leggere il seguito The Carnelian Crow, e poi aspettare quello che sarà l’ultimo volume della serie.
Quindi ovviamente ve lo consiglio, ma prima dovrete leggere i primi due!!

Voto:

La serie è composta da:
The chess queen enigma
The carnelian crow
Senza titolo.

martedì 10 aprile 2018

Quattro segnalazioni italiane

Buongiorno! Torno oggi con un post velocissimo di varie segnalazioni! I primi tre sono di Antonio Gallucci, che ringrazio per avermi contattato, l'ultimo è di Isa Thid, con cui ho già collaborato in passato.

Un circolo del tennis, l'Otto Tennis Club, non si accontenta di ospitare lezioni e gare dello sport a cui è dedicato: al suo interno "galleggiano" strani personaggi e inspiegabili fenomeni, frutto delle assurde implicazioni psicologiche di quella disciplina sportiva, ma anche di un mistero custodito all'interno degli spogliatoi del circolo. Intorno ai tre protagonisti e ai personaggi minori che frequentano il circolo, si snoda una serie di molteplici microstorie che vanno dalla guerra all'arte del kintugsi, dalla contaminazione da mercurio di una casa di cura al rapimento (o forse no) della figlia di un re della ceramica. E poi, c'è Kiki. E sarà proprio lei a dare un senso imprevedibile e niente affatto banale a tutta la vicenda.


Nella Contea dei Pettirossi c’è Giadalandia e qui
 vive Lieve, una bambina di dieci anni, preoccupata per il sortilegio che sembra essere caduto sugli abitanti del suo villaggio.
Dal giorno in cui il nuovo padrone ha preso possesso del castello, infatti, la vita per tutti non è stata più la stessa.
Riuscirà la piccola protagonista di questa storia, insieme ai suoi amici, a sconfiggere il misterioso ContaOmbre?

Mentre riponeva lo stick nella borsa, qualcosa aveva colpito i margini del campo visivo di Nagiko, costringendola a rivolgere l’attenzione una decina di metri più in là, verso il lato opposto della strada che costeggiava il lungomare.
Fra due bidoni dei rifiuti e un muro basso che sapeva di antico, qualcuno aveva deposto e abbandonato un enorme baule blu, da una serratura del quale colava un ripugnante grumo di ruggine. Poco distante, dentro una pozzanghera, giaceva lo scheletro di un ombrello e, dall’alto, un piccolo albero tendeva un ramo spezzato verso le ossa metalliche dell’ex parapioggia, da cui pendevano agonizzanti brandelli di tessuto scuro.
Dentro l’orrore, immobile e sospeso, dondolavano infine, con tetra armonia, il dorso di un artiglio, sporgente da una fessura del baule e le piccole foglie del ramo che, in qualche modo, proteggeva l’ombrello dal vento.
Nagiko, ogni arto immobile, aveva sgranato le spettacolari mezzelune scure che aveva per occhi, al fine di registrare ogni dettaglio della scena: baule-grumosospeso-scheletrometallico-pietosobracciodilegno-manooscena.

Quando fugge dal centro di detenzione con un pugno di compagni, esiste solo un obiettivo nella mente di Azura: recuperare Massimino, suo fratello, e portarlo in salvo oltre la frontiera con la Francia per raggiungere la Svezia. Lì, si dice, offrono asilo politico ai moderni clandestini: omosessuali, immigrati, mezzosangue.

Comincia così la storia di Azura, giovane italo-siriana intrappolata in un mondo che non la accetta, combattente impreparata ma caparbia, che ha nel cuore una chiara lista di priorità assolute. Insieme a lei Maslov, rivoluzionario russo e omosessuale dalle tendenze terroristiche, e Dalmasso, ricco pacifista a capo di un collettivo antagonista con sede a Torino.

Attorno a loro il nuovo mondo, fatto di innesti cerebrali e connessioni perenni, corruzione e oppressione, centri di identificazione, violazione della privacy, razzismo e omofobia.

E in mezzo al caos della rivoluzione solo una ragazza e il suo fratellino, e quella frontiera tra loro e la libertà.