venerdì 14 luglio 2017

Recensione: Daughters Unto Devils + 3 anni di tartaruga!!

Buongiorno! Inizio questo post con un annuncio: oggi è il terzo compleanno del blog!
 Quindi balliamo...
E torta per tutti!!
Ringrazio tutti quelli che ancora mi seguono, chi legge le mie recensioni a volte cattivissime e chi le commenta, chi collabora col blog e chi invece vorrà (spero) seguirmi d'ora in poi!

E ora passiamo alla recensione di oggi, che sarà (rullo di tamburi)... negativa!

 Titolo: Daughters unto devils
Autore: Amy Lukavics
Editore: Simon & Schuster
Pagine: 240
Consigliato: no

Trama:

Sometimes I believe the baby will never stop crying.

Sixteen-year-old Amanda Verner fears she is losing her mind. When her family move from their small mountain cabin to the vast prairie, Amanda hopes she can leave her haunting memories behind: of her sickly Ma giving birth to a terribly afflicted baby; of the cabin fever that claimed Amanda's sanity; of the boy who she has been meeting in secret...
But the Verners arrive on the prairie to find their new home soaked in blood. So much blood. And Amanda has heard stories - about men becoming unhinged and killing their families, about the land being tainted by wickedness. With guilty secrets weighing down on her, Amanda can't be sure if the true evil lies in the land, or within her soul...

Recensione:

SPOILER

“The only devil inside of you is the one you created yourself.”

 
Per me l’estate è la stagione dei gialli e degli horror, che se scritti bene posso dare quel brivido piacevole quando fa caldo.
Quindi ecco qui Daughters unto devils, di un’autrice specializzata di horror, anche se YA.
Il primo problema della storia è che, come accade quasi sempre, non è specificata una location e un’epoca di svolgimento.
Qui ho ipotizzato fosse l’america dei coloni, ma senza specifiche potrebbe essere l’australia o giove, il 1200 come il 1700. -___- non hanno ancora capito che è una cosa utile per una storia.
Serve a identificare la mentalità dell'epoca, quanto la religione potesse influenzare la vita quotidiana, anche solo capire a che livello di sviluppo è il mondo, quali difficoltà devono affrontare.
Niente, all'autrice non frega niente di tutto questo, così noi restiamo all'oscuro.
Un’altra cosa che non hanno capito è che il voler sempre scrivere in prima persona, taglia fuori un sacco di scene e impoverisce la trama.
Il terzo è la protagonista: antipatica e lamentosa, ma anche gli altri personaggi sono piuttosto piatti. Mi sono piaciuti i due bambini, Joanna e Charles.
Comunque, il libro per l’85 per cento è noioso. Per fortuna è corto, perché si rianima solo verso la fine, e se fosse stato lungo probabilmente non l’avrei retto.
Abbiamo Amanda, la protagonista, che vive con la famiglia (padre, madre, tre sorelle e un fratello più piccoli) in una minuscola capanna sui monti.
La prima scena ci presenta Amanda che se la spassa nei boschi con un ragazzetto, e pensa di essere una peccatrice per questo. Se capite cosa intendo.
Poi Amanda confessa anche che vorrebbe morta la sorella più piccola, Hannah, nata cieca e sorda, che piange e strilla ininterrottamente. Carina eh?
 Ma ci dice anche, per il 75% del libro, che è tutta colpa dell’inverno passato. Temevo non ci dicesse mai cosa è accaduto, ma per fortuna lo fa. Anche se dopo ho fatto: embè, tutta sta suspence per questo?

Il padre un giorno torna a casa e dice che sarà un inverno tremendissimo, e vuole trasferirsi sulla prateria, dove ci sono delle case abbandonate.
Meglio, perché Amanda scopre di essere incinta, e va dal suo boyfriend convinta che lui sarà felicissimo e la sposerà, ma ovviamente lui si arrabbia e la molla lì.
Così partono tutti, e trovano questa casa abbandonata, completamente coperta di sangue e mosche e schifezze varie. È chiaro che hanno ammazzato qualcuno/qualcosa, ma Pa dice che basta lavare e andrà bene. Bravo, ottima decisione.

Indovinate cosa succede dopo? Beh le cose non vanno bene, ma guarda un po’.
Riassumendolo si può dire che è un libro contro l’andare a letto prima del matrimonio: penso che se fossi una ragazza giovane e lo leggessi, mi terrorizzerei, perché sembra che sei lei non fosse stata così “ disinibita” non sarebbe successo niente. Come non sarebbe successo niente se mamma e papà non avessero fatto tanti figli e quindi gli occorreva una casa più grande. E sembra anche se sia tutta colpa di lei che, piuttosto comprensibilmente, questo bambino non lo vuole. E’ spaventata, sola, e non lo vuole, e una notte abortisce spontaneamente. E i demoni sfruttano questa cosa e la perseguitano. Non credo sia un buon messaggio per chi può trovarsi in una situazione simile. Che i demoni siano reali o solo frutto della mente sconvolta di Amanda.
Lo trovo triste.
“Sometimes I believe the baby will never stop crying” sembra una frase che fa paura, ma alla fine il bambino che piange nella foresta lo sente una volta e basta.
In conclusione: nelle ultime 15 pagine fa abbastanza paura, ma non ho apprezzato il messaggio del libro.
Leggerò comunque The women in the walls della stessa autrice, sperando in un messaggio migliore.

Voto:


8 commenti:

  1. Augurissimi :D festeggiare l'inizio di tutto questo è sempre un piacere, ogni anno ^^ vuol dire ricordarsi perché si è iniziato e con quanta voglia si sono raggiunti degli obiettivi... Quindi davvero complimenti <3

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  2. Auguri per il compleanno del blog :)

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  3. In ritardissimo ma... Tanti auguri!
    Il libro sembrava carino, ma dopo la tua recensione ho deciso di lasciar perdere!

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